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martedì 1 maggio 2012
martedì 1 luglio 2008
quello che non va bene/1
Per fare un dispetto a chi dice che non mi esalto mai così tanto come quando devo lamentarmi di qualcosa, mi lamenterò di qualcosa, a puntate.
Oggi volevo esporre le mie considerazioni sulla ricerca del lavoro.
Quanto è fatta la frase "bisogna sapersi vendere"? Eppure è un mostro che passa inosservato. Posso scrivere 10 curricula differenti, e tutti quanti parleranno di me, dopo che avrò compiuto un severissimo lavorio di scarti e selezioni, omissioni e aggiunte. Ne risultano 10 me diverse, una che nasconde il suo lato giocoso e teatralico per proporsi come impiegata di posta, un'altra che ha sempre le mani in pasta e ama sudare per candidarsi come cameriera ai tavoli, un'altra con il sorriso smagliante e con un po' di puzza sotto il naso per fare la commessa.. e poi devi poter dimostrare che vuoi fare quel lavoro, ti si chiede: "Perchè vuoi fare questo lavoro?"
Ma da quando uno cerca lavoro prima di tutto perchè vuole lavorare? Se così fosse non ci sarebbe nemmeno il problema della disoccupazione, ci sarebbe il posto giusto per ogni persona. Purtroppo non è così, soprattutto quando stai studiando e la professione della tua vita la stai ancora costruendo. Questo dovrebbe essere dato per scontato! E invece no! Ci devi avere la passione per fare la commessa in un centro commerciale per tre mesi estivi a sostituire chi va in vacanza, non importa se hai una gran voglia di lavorare, se sei sveglia, fiduciosa, magari anche intelligente e dopo 4 giorni una brava commessa. No, devi avere l'esperienza! Sono povera in canna ma non credo proprio che mi manchi l'Esperienza! Ma che importa, sono un nulla in quel momento, rientro in tabelle, tutta spaccata in pezzettini.
Dopo una giornata a mandare curricula e a stringere mani, mi sento così stanca, ridicolizzata e sminuita che vedo nemici ovunque.
Solo un curriculum oggi ho spedito piena di gioia, perchè potevo dire la verità. Ma chissà che abbia esagerato, perchè forse si sbaglia anche a mostrare l'entusiasmo, perchè "noi vogliamo una persona che lavora", che scandalo trovarsi invece un individuo.
Bisognerà seguire l'illuminante parere di Italo Calvino, assolutizzarsi in "una difficile regola" che "una persona si pone volontariamente" "perchè senza di questa non sarebbe se stesso né per sé né per gli altri"; e prima:Oggi volevo esporre le mie considerazioni sulla ricerca del lavoro.
Quanto è fatta la frase "bisogna sapersi vendere"? Eppure è un mostro che passa inosservato. Posso scrivere 10 curricula differenti, e tutti quanti parleranno di me, dopo che avrò compiuto un severissimo lavorio di scarti e selezioni, omissioni e aggiunte. Ne risultano 10 me diverse, una che nasconde il suo lato giocoso e teatralico per proporsi come impiegata di posta, un'altra che ha sempre le mani in pasta e ama sudare per candidarsi come cameriera ai tavoli, un'altra con il sorriso smagliante e con un po' di puzza sotto il naso per fare la commessa.. e poi devi poter dimostrare che vuoi fare quel lavoro, ti si chiede: "Perchè vuoi fare questo lavoro?"
Ma da quando uno cerca lavoro prima di tutto perchè vuole lavorare? Se così fosse non ci sarebbe nemmeno il problema della disoccupazione, ci sarebbe il posto giusto per ogni persona. Purtroppo non è così, soprattutto quando stai studiando e la professione della tua vita la stai ancora costruendo. Questo dovrebbe essere dato per scontato! E invece no! Ci devi avere la passione per fare la commessa in un centro commerciale per tre mesi estivi a sostituire chi va in vacanza, non importa se hai una gran voglia di lavorare, se sei sveglia, fiduciosa, magari anche intelligente e dopo 4 giorni una brava commessa. No, devi avere l'esperienza! Sono povera in canna ma non credo proprio che mi manchi l'Esperienza! Ma che importa, sono un nulla in quel momento, rientro in tabelle, tutta spaccata in pezzettini.
Dopo una giornata a mandare curricula e a stringere mani, mi sento così stanca, ridicolizzata e sminuita che vedo nemici ovunque.
Solo un curriculum oggi ho spedito piena di gioia, perchè potevo dire la verità. Ma chissà che abbia esagerato, perchè forse si sbaglia anche a mostrare l'entusiasmo, perchè "noi vogliamo una persona che lavora", che scandalo trovarsi invece un individuo.
O non piuttosto perchè vera integrazione umana non è in un miraggio d'indeterminata totalità o disponibilità o universalità ma in un approfondimento ostinato di ciò che si è, del proprio dato naturale e storico e della propria scelta volontaria, in un'autocostruzione, in una competenza, in uno stile, in un codice personale di regole interne e di rinunce attive, da seguire fino in fondo?
[Nota 1960]
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