Due ore la separavano dal momento in cui Giorgio avrebbe preso posto accanto a lei. Nel frattempo, Adelina, appostata accanto al suo ricco equipaggiamento di passatempi, era indecisa se aprire lo zaino stracolmo, e rimaneva sospesa sulle soglie dell'azione di estrarre, con una mano poggiata sulla sacca le membra abbandonate la faccia istupidita e i pensieri che correvano di nuovo all'evento di quel lontano pomeriggio nella classe quarta ci.
Adesso aveva la sensazione di aver smarrito il capo della matassa ed era nella situazione del lettore distratto che continua a rileggere la stessa frase senza mai comprenderla ma è troppo orgoglioso per riporre il libro.
Sapeva che l'aveva fatto per debolezza, per conformismo eccetera, ma era conscia che dietro quella non-scelta risiedeva un errore che aveva compromesso per sempre il sereno trascorrere della sua maturazione etica: per questo era del tutto fondamentale ritornare a quel preciso istante cognitivo e ripararlo una volta per tutte. Il vagone continuava però a riempirsi di gente e la concentrazione sembrava a quel punto compromessa irrimediabilmente. Sedettero di fronte e da parte a lei un giovane alto dai neri riccioli splendide sopracciglia e occhi nocciola, con il quale cominciò immediato un rapido ed eloquente scambio di occhiate, e una signora con la permanente bionda quattro braccialetti dorati e sonanti per braccio e un profumo nauseabondo. Prese posto nel sedile a fianco di Adelina, impossessandosene al culmine di una sfilata per esibire una ridicola fasciatura al pollice destro, adagiato solennemente sul bracciolo e occupandolo tutto. Le occhiate fra Adelina e il giovane principe: la prima diceva: ehi, ma guarda che bella cosa. La seconda diceva: me ne sono accorta, ti ho sentito. La terza: sarà di sinistra simpatica ed eloquente? E l'occhiata scorse giù fino alle scarpe e le calzette rimboccate in cerca di conferma. La quarta era quella di Adelina sul bracciolo espugnato dall'avanzo di parrucchiera. La quinta un mezzo sorriso di solidarietà e scherno da Ubaldo il cavaliere. Adelina era tutta contratta e rimaneva con la guardia alzata in attesa dell'avanzata della sgradevole portatrice di profumo. Il giovane baldo intanto aveva estratto una moleskine, una penna, un libro di kafka e una figurina di de andré. Ma si mise a guadare fuori dal finestrino con fare fatale e poco dopo si addormentò.

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